Matematica Operativa

PERCHÉ (*)

 

Tre punti d'osservazione:

1) psico-cognitivo relativamente alla disciplina matematica (astratta)

   a) tanto più una nozione è astratta tanto più risulta mnemonicamente fragile,
   b) tanto più una proposta è formale/sintattica tanto più è ostica la sua interrelazione nella rete cognitiva,
   c) tanto più una formula è rigida tanto più è difficile la sua inclusione nel magazzino metacognitivo personale,
   d) tanto più una informazione è strettamente disciplinare/settoriale tanto più è opposta all'apprendimento naturale che       è fondato sull'approccio globale,
   e) tanto più una nozione è metafisica tanto più è deprivata di potenzialità emotive e motivazionali;

2) antropologico-pedagogico riferito ai bisogni e comportamenti (naturali)

   a) l'esistenzialità si fonda sulla complessità della relazione io-non io, soggetto-ambiente,
   b) l'apprendimento è direttamente correlato e proporzionale alla motivazione esistenziale,
   c) la razionalità lievita nel rapporto induttivo (dal vissuto alla rielaborazione, dal reale al formale),
   d) la laicità si sostanzia nella verifica interattiva fra idea e prassi (azione incidente),
   e) la socialità si alimenta attraverso il confronto dell'argomentazione;

1) formativo-culturale rispetto alla società postmeccanica (virtuale)


   a) siamo in presenza di una forte espansione della relazione virtuale,
   b) assistiamo ad una forte riduzione delle opportunità di relazione sociale,
   c) compartecipiamo ad una frantumazione della relazione operativa corporeo-manuale;

Tutto ciò provoca:

- sbilanciamento sensoriale,
- impoverimento percettivo-sensitivo,
- contrazione delle capacità operative corporee e dunque emotive,
- ammassamento disorganico nel magazzino conoscitivo,
- esposizione progressivamente disarmata al bombardamento informativo,
- assenza di una possibilità di verifica diretta personale e sociale di molti eventi,
-
Ne consegue:
- passività - alienazione - massificazione - solitudine - sofferenza,
tutto ciò non produce certamente intelligenza
Tutte queste considerazioni non appaiono sufficienti per cercare di impostare un intervento nella organizzazione logica di base e dunque matematica del pensare, del fare e dunque dell'essere?
Forse che ciò è possibile perseguire in una relazione educativa prescindendo dall'operare in un nesso inscindibile fra testa e corpo, fra mani e pensiero?

(*) Rinaldo Rizzi

 
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