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Ecco perchE' il grembiulino non serve a niente.
Coprire gli abiti con un grembiulino non significa annullare le differenze di censo significa appunto coprirle e neanche tanto bene, infatti si dovrebbe estendere l’omologazione anche all’abbigliamento che “sbuca” dal grembiulino stesso: le scarpe (con griffe, disegni, luci intermittenti), i pantaloni ed i jeans ai quali i produttori cuciranno etichette strategicamente posizionate a fondo gamba.
Vestirsi ed imparare a farlo autonomamente, con l’aiuto dei genitori e un po’ alla volta, effettuando delle scelte, significa per i bambini anche contribuire a costruire ed esprimere la propria personalità.
Non dimentichiamo poi che esistono già grembiulini “firmati”, in cui la presenza di un disegno di personaggi televisivi dei cartoni animati, fa lievitare il prezzo anche del 100% e che quindi non potranno essere acquistati da tutte le famiglie, palesando ulteriormente differenze di reddito anche nel grembiule.
I bambini che vanno a scuola hanno anche un ricco corredo fatto di zaini, astucci, penne e quaderni (solo per citare i principali), ed è sufficiente fare un giro tra i banchi di una qualsiasi classe per scoprire che anche qui le marche sono molto diffuse per non dire onnipresenti. Vogliamo quindi rivestire zaini ed astucci con apposito tessuto quadrettato (magari rosa ed azzurro) per occultarne la griffe? O si potrebbe magari pensare ad una fornitura di set ministeriali di quaderni e bloc notes (chi ha un po’ di anni ricorda forse i mitici quaderni delle regioni italiane).
Se invece parliamo dell’uso funzionale del grembiule e cioè come riparo per gli abiti quando si svolgono determinate attività, allora il suo uso ha un significato diverso, e mi risulta come genitore ed insegnante, che questo utilizzo venga già applicato in molte scuole. Non dimentichiamo che anche imparare a non sporcarsi è un percorso di crescita.
La serietà e l’autorevolezza della scuola non passano attraverso un provvedimento di facciata e di immagine che un gruppo di bambini offrono con i loro grembiulini, ma attraverso le modalità di collaborazione e di fiducia che si creano tra scuola e famiglia, in una sinergia di intenti in cui, rispettando il ruolo di ciascuno, si lavori insieme per far crescere al meglio i cittadini di domani.
Vestire i bambini con il grembiulino significa non cercare con essi un compromesso tra moda, funzionalità e costo, significa anche darsi un alibi come genitori ed insegnanti per non affrontare con i bambini e con i ragazzi temi educativi e sociali, di grande rilevanza come la disuguaglianza e la diversità che esistono a dispetto di un metro di tela di cotone.
Simonetta Pierobon insegnante scuola dell’Infanzia statale Monfalcone
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