Fine del voto numerico: che cosa cambia con le lettere?

  Il testo presentato dal MIUR non è perfetto, contiene anche alcuni aspetti non condivisibili, ma per la ricaduta sui percorsi scolastici intanto è di grande sollievo e coerente con la campagna condotta dal MCE.

 

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Il bambino riesce bene sia nello scritto che nell’orale

IL MOVIMENTO DI COOPERAZIONE EDUCATIVA SULLA DELEGA ART. 1 L.107 C. 180-181 LETT. I  ‘ VALUTAZIONE, CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE ED ESAMI DI STATO ‘

Il Movimento di cooperazione educativa esprime soddisfazione per il  superamento del voto nella valutazione sommativa, anche perché corrisponde ad un impegno attivo dell’associazione, come attesta la Campagna Voti a perdere, condivisa con altre importanti associazioni a livello nazionale e sostenuta da autorevoli esperti, che ci ha visto presenti in molte situazioni formative e incontri pubblici a sostegno della campagna.

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Il bambino è lento

Tuttavia la nostra campagna si inserisce in un percorso di riflessione e di ricerca-azione attorno ai temi più complessivi della valutazione formativa, e delle competenze su cui l’associazione è impegnata da molti anni, non ritenendo sufficiente un’abrogazione del sistema numerico per garantire una valutazione e un’autovalutazione dei docenti e degli alunni autentiche e valorizzanti.  . Resta forte la nostra attenzione all’innovazione delle metodologie, al superamento della lezione frontale e di una didattica trasmissiva, alla ricerca di pratiche didattiche volte al riconoscimento della dimensione formativa nella valutazione, anche in un’ottica di scuola inclusiva.

Non vorremmo che l’introduzione del sistema letterale, per livelli, si riduca, in certi casi, ad una meccanica trasposizione dei voti nelle lettere che non inciderebbe  in modo significativo e promozionale per tutti i soggetti sulla cultura e la pratica della valutazione.

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…ritiene con difficoltà

Per contrastare questo rischio, è necessario che l’Amministrazione scolastica promuova, sostenga e attivi sistematiche misure di accompagnamento, prima fra tutte la formazione in servizio, percorsi mirati di ricerca- azione, di scambio cooperativo tra insegnanti e tra scuole, anche attraverso le reti di scopo. Le associazioni professionali, possono far valere una consolidata esperienza al riguardo.

Va fatta riemergere, nelle scuole e con le famiglie, una cultura e una pratica della valutazione e non della mera verifica.

M.C.E., Segreteria nazionale

 

 

Le vignette sono di Francesco Tonucci

Decreto legislativo di attuazione dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107

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1 Response

  1. Nanni (Giovanni) OMODEO ZORINI ha detto:

    Cara Nuccia, sono abbastanza pessimista perché temo che come già avvenne molti anni fa per la scuola media possa tradursi in una trasposizione da tabella dei voti numerici decimali alle lettere. La valutazione sommativa ha un carattere di informazione. Per cui necessariamente necessita di indicatori. Purché ad essi vengano associate metodologie adeguate come il movimento sostiene da moltissimi decenni, e serva da feedback informativo per alunni e famiglie, assumendo valore formativo. Molti decenni fa secondo la logica di un tempo della pratica dell’obiettivo, come maestro elementare avevo sostanzialmente abolito il voto differenziato, dando il voto unico: otto, o 10 a tutti gli alunni… Ma solamente soprattutto per togliere il carattere di premio castigo. Applicavo d’altro canto una metodica di programmazione progettazione concordata con gli alunni, ciascuno dei quali settimanalmente compilava un piano di lavoro, che andava poi sottoposto dall’alunno stesso ad una valutazione verifica periodica: settimanale mensile trimestrale. Onestamente gli alunni sapevano benissimo i loro limiti e le loro eccellenze; di qui il valore formativo. Erano i tempi del limografo in classe, della stamperia, dei testi liberi, della ricerca d’ambiente, di “a scuola con il corpo”, di ricerca e sperimentazione con materiali poveri dei fenomeni sonori musicali, dei piccoli laboratori per esperienze adeguate alla costruzione di categorie scientifiche e mentali, della teoria degli insiemi e della costruzione del numero. Far scuola era divertente per il maestro e per gli alunni. Era naturale riconoscere ciascuno le proprie difficoltà, con il gusto di superarle. Il mio pessimismo sta nel fatto che raramente ho trovato nei ministeriali autentica reale competenza sulle problematiche educative e di insegnamento apprendimento. Auguro buon lavoro alla scuola militante, alunni e insegnanti e dirigenti scolastici (che sanno fare ancora il direttore didattico).. Nanni Omodeo Zorini

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