Europa senza muri

Jean Claude Juncker, il presidente della Commissione europea, ha dichiarato il 24 agosto che l’Europa che ‘noi’ vogliamo non è l’Europa dei muri. 
Ma nel raggiungere questa Europa migliaia di persone muoiono, compresi i bambini. L’Ungheria, la Macedonia, la Spagna, la Francia, l’Inghilterra non sono modelli di accoglienza.
Afferma che “Quando parliamo di migrazioni parliamo di esseri umani, come noi, solo che queste persone non possono vivere come noi perché non hanno avuto la fortuna di essere nati in una delle regioni più ricche e più stabili del mondo. Parliamo di persone costrette a fuggire dalla guerra in Siria, dal terrore dell’Is in Libia, o dalla dittatura in Eritrea.”
Ricordiamoci che tra quelli che arrivano ci sono  architetti, medici, ingegneri, dei ricercatori in biologia o chimica che fuggono dai loro paesi dove avrebbero potuto esercitare la loro professione in funzione del benessere dei propri concittadini, se  noi occidentali non avessimo continuato a intervenire in forme neo-colonialiste per i nostri interessi e a non fare nulla per far terminare guerre a cui noi stessi abbiamo contribuito (continuando a vendere armi).
Ci sono anche le pareti dei pregiudizi, del  razzismo, dell’indifferenza, degli interessi legati al nostro stile di vita, degli egoismi, perche ‘fare spazio’ agli altri implica  un po’ meno di  benessere per ognuno di noi.
 Agnes Heller, filosofa e intellettuale marxista, ungherese, intervistata da Repubblica, afferma che abbiamo bisogno di un’Europa in cui la paura e la diffidenza della vecchia cultura degli stati nazionali siano sostituite dalla cultura moderna della globalizzazione della solidarietà.
 Secondo lei, l’Europa è prigioniera della visione di ciascuno Stato nazionale (gli Stati che hanno scatenato due guerre mondiali con vincitori e vinti, ancora  oggi impegnati per la difesa dei propri privilegi); un’Europa che non pensa in termini di Unione morale, politica, culturale, come una federazione che possa collaborare per l’integrazione, la solidarietà, la varietà e la diversità e il meticciato. Il pericolo è che la cultura dell’odio e dell’esclusione conquisti tutta l’Europa, come nell’Ungheria di Orbán o nei partiti.

SEGRETERIA MOVIMENTO DI COOPERAZIONE EDUCATIVA

Agosto 2015

L’immagine è tratta da: http://www.repubblica.it/politica/2015/08/25/news/il_vero_muro_da_abbattere-121603813/
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