Elogio della democrazia scolastica

‘Sono contenta che si pensi di dare più potere ai presidi. A patto che si restituisca loro un ruolo prima di tutto culturale. Trovo anche giusto che un capo possa scegliere i suoi collaboratori migliori… avere un capo é semplicemente questo: sapere che qualcuno osserva, guida, e giudica il nostro operato… lo sguardo su di noi ci migliora.’
Così Paola Mastrocola in un articolo sul Sole 24 ore di domenica 31 maggio. Essendo alcune affermazioni contenute nell’articolo condivisibili, altre meno, come ex dirigente scolastico mi sento di rispondere in questi termini.

“Gent. Prof.ssa Mastrocola,

il Suo articolo sul ‘Sole 24 ore’ di domenica 31 maggio u.s. dice cose belle e condivisibili ma non ha molto a che vedere con gli effetti della  riforma e con lo stato attuale della categoria ‘dirigenti scolastici’. I nuovi dirigenti formati alle linee guida della Pubblica Amministrazione purtroppo non hanno né la formazione né la sensibilità – fatte le debite eccezioni – predisposta a quello ‘sguardo’ attento e stimolante di cui Lei parla e che è indubbiamente consono a quella ‘leadership to learning’ che dovrebbe costituire la mission fondamentale del dirigente.
Oggi la finalità a cui si ispira il dirigente scolastico sembra essere il non creare danno erariale, il non nominare supplenti quasi mai, il dividere le classi, il coprire buchi sottraendo tempi preziosi per il dialogo pedagogico con alunni che esprimono bisogni diversi.
Oggi è la corazza, la distanza, la lontananza, non ‘lo sguardo che migliora’.
C’era nell’idea di dirigenza che colleghi più anziani ci avevano trasmesso una funzione di ‘primus inter pares’, un’idea di scuola come luogo di comunicazione e relazione oltre che di apprendimento, un primato della didattica sull’organizzazione. Non c’era la complessità dell’oggi, c‘erano tanti altri problemi da affrontare e risolvere, e spesso ci si sentiva soli e non compresi. Ma con il tempo, dando fiducia, consigliando, intervenendo su situazioni conflittuali in forma interlocutoria e non giudicatrice, ricercando soluzioni attraverso la negoziazione condivisa, le cose potevano lentamente cambiare e si creava uno spirito di comunità professionale che sarà difficile, a parere dello scrivente si crei attraverso la costituzione di gruppi affini ed omogenei per orientamento al dirigente.
Non sono convinto che sia la soluzione migliore.
Distinguerei la valutazione (azione di dare valore) dalla misurazione. Sono procedure, tecniche, operazioni diverse. La valutazione è operazione intersoggettiva, è incrocio di una pluralità di sguardi e di punti di vista, è co-costruzione cooperativa. Ma in una scuola come laboratorio aperto, palestra di democrazia, non presidio di funzioni ‘a supporto del dirigente’ (per la sicurezza, per le tecnologie, ….). Io penso che sia il dirigente ad essere al servizio della comunità scolastica, in primis agli alunni e, a cerchi concentrici, al personale scolastico ed educativo, alle famiglie, al contesto socioculturale. In un’ottica  di libero scambio di competenze, saperi, opportunità, in cui i soggetti partecipino come cittadini, non come ‘clienti’ cui erogare ‘servizi’ (concordo con Lei che non siamo servizi a domanda individuale).
Pienamente d’accordo anche, come l’associazione di cui mi onoro di essere segretario nazionale, il Movimento di cooperazione educativa (quello dei Lodi, dei Ciari, dei Rodari, delle Giacobini,…) circa gli effetti negativi dei voti numerici. Ma per promuovere competenze per la vita.
Il MCE sta conducendo assieme ad altre associazioni una campagna ‘voti a perdere’ (per una differenziazione coerente con gli  stili di apprendimento e le forme di elaborazione dei ragazzi).

Giancarlo Cavinato
già dirigente scolastico
Segretario nazionale MCE

Scarica il pdf della lettera di G. Cavinato

Un aneddoto citato da B. Malfermoni sulla figura del ‘direttore’

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4 Responses

  1. Donatella Merlo ha detto:

    Molto importante che qualcuno cominci ad usare il sito per inserire commenti… perché non entrare nel merito di quanto scritto nell’articolo? Lo stesso vale per tutti gli altri articoli, ovviamente. Ci interessa stimolare il dibattito anche in questa sede visto che ne abbiamo la possibilità.

  2. giancarlo cavinato ha detto:

    c’e’ ancora tanto da fare… grazie a te giancarlo

  3. Mariella ha detto:

    Ciao Giarcarlo mi chiamo Mariella e ti conosco di persona. Felice di incontrarti in questo profilo . Grazie per quello che ricordi e che ancora fai per la scuola.
    Saluti
    Mariella Iannicelli (interessata alle Tassellazioni)

  4. Luisanna Ardu ha detto:

    Grazie Giancarlo per la tua chiarezza, per il richiamo alle nostre menti sul ruolo, che in una scuola democratica, dovrebbe avere il dirigente.
    Ciao Luisanna

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