DSA e medicalizzazione

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ALCUNE OSSERVAZIONI SUL PROTOCOLLO DI INTESA TRA REGIONE VENETO E MIUR PER LE ATTIVITA’ DI IDENTIFICAZIONE PRECOCE DEI CASI SOSPETTI DI DSA

Riteniamo che la pretesa di predisporre una diagnosi precoce di tutte le difficoltà di apprendimento, allo scopo di rilevare “disturbi” da trattare poi con interventi specifici, rischia di delegare a soggetti esterni alla scuola il problema delle difficoltà di apprendimento. Disconoscendo così l’importanza del lavoro pedagogico-educativo che, favorendo l’interazione e la cooperazione tra pari in un ambiente stimolante, permette lo sviluppo di ciascuno/a e riesce solitamente a prevenire l’insorgere di difficoltà o a creare le condizioni per superarle.
La tendenza precoce alla diagnostica deresponsabilizza la scuola. Purtroppo trova spesso consenso in una scuola con scarse risorse (in termini di spazi, tempi, materiali, possibilità di lavorare con gruppi non troppo numerosi, insegnanti formati), senza un pensiero educativo forte. La scuola dovrebbe, invece, avere risorse adeguate per intervenire pedagogicamente e stimolare apprendimenti attivi e cooperativi, senza dover delegare ai “tecnici” i rimedi alle situazioni di difficoltà.
La scuola può fare molto per prevenire le difficoltà di apprendimento proponendo attività che stimolino alcune funzioni di base: percezione, memoria, attenzione, discriminazione, scoperta di relazioni, acquisizione dei concetti legati a spazio e tempo, capacità di rappresentazione, simbolizzazione, linguaggio parlato, narrazione, e costruendo contesti in cui siano favoriti il confronto tra pari e la cooperazione, in cui sia attivato l’atteggiamento di ricerca e sia sostenuta la motivazione.
La diagnosi precoce, invece, porta spesso a interventi individuali attuati nell’ambito di una indebita “medicalizzazione” . Interventi di solito poco efficaci, poiché non sono in grado di intervenire efficacemente sul miglioramento delle capacità comunicative e di concettualizzazione, che si consolidano nel contesto sociale e in situazione reale.
Insieme all’aumento delle certificazioni fioriscono, a livello sia pubblico che privato, strutture deputate al recupero dei “disturbi”. Difficile non pensare a un abuso di certificazioni funzionale a questa situazione.

…continua

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