Dov’è l’errore?

Un ministro è per tutti in una scuola della Costituzione

A ottobre 2018 il Tavolo “SALTAMURI. Educazione sconfinata per l’infanzia i diritti l’umanità” ha inviato al Ministro Marco Bussetti la richiesta di un incontro presso il MIUR. In essa le associazioni aderenti al Tavolo esprimevano le profonde preoccupazioni per quanto stava avvenendo nelle scuole di Lodi e Monfalcone, dove funzionari amministrativi di Enti Locali e dipendenti del MIUR  operavano scelte che discriminavano bambini per censo e provenienza, relegandoli in classi ghetto, separandoli da momenti essenziali della vita scolastica come la mensa e i trasporti.
Chiedevamo al Ministro di intervenire affinché venissero garantiti i diritti previsti dalla Costituzione e dalla legge 176/’91 di ratifica della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia. Ma non abbiamo avuto risposta.
A ottobre 2018 c’è stata la chiusura dello SPRAR di Riace e a gennaio 2019 la chiusura del CARA di Castelnuovo di Porto. Di fronte all’interruzione improvvisa e forzata dei percorsi scolastici di minori, del lavoro di educatori, insegnanti, dirigenti scolastici impegnati con tutta la comunità nei delicati processi di inclusione, ancora una volta le scuole sono state lasciate sole. Nessuna indicazione è stata mai data dal Ministro Bussetti alle istituzioni scolastiche la cui vita e progetto formativo sono stati subordinati a scelte di carattere politico e amministrativo in contrasto con la Costituzione, gli indirizzi, i regolamenti, la  continuità scolastica.
Il Ministro non si è pronunciato sulla necessità che a scuola venga garantita la tutela dei minori. E che episodi di esclusione dal servizio mensa, di interruzione improvvisa del percorso scolastico non solo non tutelano i/le bambini/e, ragazzi/e direttamente coinvolti,  ma con la loro valenza simbolica intervengono nella costruzione delle biografie personali e della rappresentazione sociale del mondo di tutti e in contrasto con i principi di inclusione ai quali si chiede alla scuola di ispirarsi per educare alla democrazia e alla cittadinanza.
Dal 29 al 31 marzo 2019 il Ministro Bussetti parteciperà, in qualità di relatore, al Congresso mondiale delle famiglie che si pone come obiettivo “affermare, celebrare e difendere la famiglia naturale come sola unità stabile e fondamentale della società”.
Finalmente il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (che una volta era il ministro di tutti) si pronuncerà.

Ma sulle cause del declino della “famiglia tradizionale”: il divorzio, l’omosessualità, l’aborto e il lavoro femminile.

Più che su Scuola e Costituzione.

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