Dopo lo sciopero, le responsabilità di noi insegnanti

Come contributo al Think tank proponiamo l’articolo di Franco Lorenzoni (pubblicato su Internazionale) di cui inseriamo uno stralcio.

“In Italia c’è una ricchissima tradizione pedagogica e le più significative innovazioni didattiche, promosse da singoli o da movimenti di insegnanti, sono sempre nate dal basso, a volte sostenute da Comuni bene amministrati. Qualche volta leggi lungimiranti hanno assecondato ciò che di vitale era nato a livello locale, come quando fu istituito il tempo pieno all’inizio degli anni Settanta o si aprirono le scuole ai ragazzi portatori di disabilità nel 1977.

Oggi tutto è diverso eppure la scuola, oltre al necessario e obbligatorio superamento della condizione di precarietà di troppi docenti e al ripristino di condizioni minime di abitabilità e sicurezza degli edifici – su cui il governo aveva promesso molto e finora ha mantenuto poco – ha assoluto bisogno di spazi e tempi per ripensare se stessa.

Non è dall’alto che dovrebbe calare la sacrosanta obbligatorietà della formazione in servizio di noi docenti, perché dovrebbe essere parte integrante del nostro mestiere il continuo ricercare e confrontarci e crescere insieme.”

Leggi l’articolo su Internazionale

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