(Buone?) Vacanze
Questa scuola s’ha da cambiare, dicon tutti, ma …
Si vuol rigirare la scuola, neanche fosse un calzino, decidere su di essa, ma senza fastidiose interlocuzioni. Per questo l’estate è il periodo migliore, in vacanza ci stanno i soggetti reali, gli allievi e i maestri, ma altrove vorrebbero decidere i loro destini. Non con vere riforme, ma con ri-tocchi e senza di interlocutori sul campo, si vuol cambiare la natura stessa della scuola.
- Si alza un polverone sull’inadeguatezza degli apprendimenti scolastici, si lanciano paroloni sulla meritocrazia, ma in fondo al viale c’è solo la distruzione di ogni quadro formativo organico, dalla scuola dell’infanzia al biennio della secondaria. La (buona) legge, che voleva tutti a scuola (almeno) fino a 16 anni, è vanificata dall’emendamento che vorrebbe far assolvere l’obbligo d’istruzione anche nella formazione professionale. Ecco di nuovo il doppio canale (istruzione-avviamento al lavoro), la scelta precoce di chi ha alle spalle difficoltà economiche ed insuccessi scolastici. Ecco la scuola che rovescia il concetto di cura educativa, espellendo i malati e tenendo i sani.
- Si alza un polverone sul bullismo e sui comportamenti di docenti e adolescenti, sulla famiglia che non educa ai valori …. E in fondo alla strada si vede solo il tentativo di ripristinare il sette in condotta in funzione di intimidazione e controllo. Non ci si vuole interrogare, né avvicinarsi e comprendere gli allievi, farsene carico e puntare a cambiare le modalità relazionali della scuola, guadagnandosi il rispetto attraverso la competenza e le buone pratiche didattiche. No, si vuole solo seguire un disegno neo-autoritario, per espellere chi ne ha più bisogno.
- Si alza un polverone sulle qualifiche dei docenti, sulla loro impreparazione, ma... invece di andare a promuovere spazi di formazione, di confronto, capaci di ri-motivare i docenti a un mestiere difficile (impossibile diceva S. Freud), che richiede livelli d’impegno personale, professionale e capacità di cooperazione educativa… si punta a dividerli in categorie con l’istituzione di albi; e a metterli nelle mani dei dirigenti attraverso il tentativo di chiamata diretta.
- Si dichiara di voler una scuola di qualità, capace di perseguire gli obiettivi europei di Lisbona e invece di incrementare e rendere qualitativo il tempo scuola si segue il pensiero unico dell’economia: no al tempo pieno; no all’assunzione di docenti (che quindi resteranno sempre precari); e con un semplice comma in finanziaria si pensa di ripristinare il docente unico e tuttologo in luogo del team docente.
- Si fanno proclami sulla sicurezza, si vuol far credere che l’obiettivo è la protezione dei minori e la scolarizzazione dei bambini rom… ma dietro l’angolo si vede solo il tentativo di procedere a una schedatura su base etnica con l’odiosa procedura delle impronte digitali...
Senza coraggio e senza onore, si vuol riportare indietro l’orologio della scuola.
La conoscenza non è una merce; la scuola non è un servizio individuale a richiesta; i ragazzi non sono clienti; e gli insegnanti non lavorano in un self-service.
La scuola è un laboratorio sociale di apprendimento, dove si sviluppano relazioni e conoscenze per la vita; è’ una polis nella quale si formano cittadini capaci di confrontarsi, condividere, cooperare, anche a partire da valori e modelli culturali diversi (senza distinzione di lingua-sesso-razza-religione).
Esige un quadro nazionale nel quale muoversi e questo quadro è la nostra Costituzione.
Il Movimento di cooperazione educativa è un’associazione. Da oltre cinquanta anni crediamo che la scuola si faccia educando, innovando, stando coi ragazzi, lavorando a fianco a fianco con i colleghi, dialogando con le famiglie e i territori.
E per questo crediamo che essa non vada riformata con provvedimenti frammentari, centralistici, ed estivi. Vogliamo che non sia solo la Politica, la Magistratura e nemmeno solo il Sindacato a occuparsi di Scuola.
La scuola è un bene comune, ed è di tutti.
22 luglio 2008
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