Prima di tutti, vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendermi e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Bertolt Brecht

 

Il sonno della ragione produce mostri

"Il sonno della ragione genera mostri"

F. Goya

La paura genera mostri di odio

Educare vuol dire creare contesti in cui si apprende e si comprende il rispetto delle diversità  e la pari dignità.Contro le discriminazioni, costruiamo insieme senso di appartenenza, senso di responsabilità e diritti - doveri di  cittadinanza.

C’è un filo che lega l’assalto ai campi rom  di Napoli, l’aggressione omicida di Verona, la violenza e lo strangolamento della ragazza quattordicenne a Niscemi?
Ce lo chiediamo incalzati da uno sconfortante pensiero, come se tutto ciò che a scuola insegniamo ci stesse franando sotto i piedi.
Temiamo che un legame purtroppo ci sia, e che quei comportamenti non siano assurdi fatti privati, ma questioni  di interesse sociale che riguardano la scuola e la società tutta.
Sta crescendo nella nostra società un odio cieco per la diversità, che  ha toccato livelli paurosi  e determina fatti incontrollabili di cui siamo testimoni annichiliti.
Tuttavia addossare tutta la colpa alla televisione è un po’ come chiamarsi fuori, ritirarsi nell’impotenza a cambiare le cose. Certo, se un tempo la Tivù è stata lo specchio della realtà (documentata, desiderata, rovesciata), ora sembra che sia avvenuto un cambiamento a 180 gradi, e sia la televisione a plagiare la realtà: ovvero sono i nostri ragazzi che si atteggiano secondo  modelli omologati derivati dai teleschermi. 
E questo non vale solo per i giovani, ma anche per famiglie e interi paesi; perciò ci chiediamo dove ci porterà la perniciosa idea di ammettere in società solo chi è già identico a noi stessi?
Non è forse dall’unione di diversità che nasce la creatività, che nasce la vita stessa?

L’omologazione dei comportamenti è ormai troppo avanti; l’avvento della società multietnica, dell’Europa a 27 Paesi e la globalizzazione hanno fatto il resto, generando paure che se pur legittime, non essendo state elaborate socialmente e culturalmente si sono trasformate in odio per ogni forma di diversità, per ogni comportamento non conforme.
In questi giorni si tenta di criminalizzare intere popolazioni; si parla di introdurre nuovi reati, tesi a colpire non le responsabilità individuali, ma le condizioni di vita. Noi dobbiamo:
- testimoniare  solidarietà  a chi è colpito da questi tentativi di criminalizzazione
- rispondere a chi calpesta la giustizia con i diritti di uguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione
- ricordare che la scuola si occupa dell’educazione alla convivenza e alla solidarietà
- vigilare nei contesti educativi in cui operiamo affinché tutti i bambini siano tutelati come previsto dalle leggi italiane e dalla carta dell’Onu.

Le parole di Bertolt Brecht, che in questi giorni stanno girando nei nostri siti, ci possono illuminare:

«Prima di tutti, vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendermi e non c'era rimasto nessuno a protestare».

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