Discorsi di ‘genere’ nel maxi-emendamento

Per la prima volta in una riforma della scuola entra l’educazione alla parità tra i sessi. Nel maxiemendamento in discussione si legge, all’art. 15: “Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità, promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni.” (Repubblica, 25 giugno)
Le acque sono agitate, il Family day dello scorso sabato a Roma, le continue disinformazioni sull’insegnare ai bambini e alle bambine a masturbarsi oscurano il nucleo del problema, che è la costruzione sociale dei modelli di comportamento, gli stereotipi, la violenza domestica, le discriminazioni, l’omofobia serpeggiante.
Contrastare l’insorgenza di pregiudizi e forme di rigidità e arroccamento in una morale eteronoma e giudicante, di intolleranza, di certezze assolute, non significa ‘insegnare a masturbarsi a tre-quattro anni’, ma costruire identità aperte, solide ma disponibili al cambiamento e ad affrontare imprevisti e situazioni delicate nell’arco della propria vita senza frantumarsi. Identità ‘resilienti’ e plurali.

Va affermato che le teorie di genere non sono ideologia come viene da più parti affermato ma teorie fondate sul piano biologico, antropologico, psicologico. Non si comprende pienamente il problema se non tenendo salda la bussola sui diritti dell’infanzia e delle donne.

Su RAI3… Questione di gender  in: Tutta la città ne parla del 23/06/2015

Il MCE ha chiesto a Cinzia Mion e Anna D’Auria di scrivere il loro pensiero in merito:

L’anatema contro la ‘teoria del genere’ di Cinzia Mion

Famiglie, scuola, educazione di Anna D’Auria

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