Conferenza stampa per l’Appello al parlamento

Stamattina, alle 12.00. presso la sede CISL confederale, si è svolta la conferenza stampa di presentazione/illustrazione dell’Appello al Parlamento sottoscritto da sindacali e associazioni (è stato pubblicato sul sito nazionale e del gruppo torinese). Erano presenti numerose testate di media, agenzie di stampa e Rai News.
Quasi tutti i firmatari erano presenti con almeno un esponente, chi non lo era ha avvertito per tempo di una contingente indisponibilità. Presenti al tavolo della presidenza Beppe Bagni (Cidi) e Vanessa Pallucchi (Legambiente Scuola e formazione) che insieme ad esponenti dell’Aimc hanno dato l’avvio alla ripresa dell’esperienza sulle tracce degli Stati generali della conoscenza.
L’introduzione della conferenza stampa è stata curata dalla segreteria CISL, mentre l’illustrazione del documento, nei suoi punti qualificanti, è stata svolta da Beppe Bagni e da Vanessa Pallucchi.
Sono inoltre intervenuti, con sintetici contributi, esponenti di Uil Scuola, Flc, studenti in rappresentanza delle diverse sigle firmatarie del documento.
Circoscritte le sollecitazioni provenienti dai giornalisti, che erano evidentemente presenti soprattutto per ascoltare e prendere nota delle informazioni e dell’illustrazione dell’appello.
Beppe Bagni, nel corso dell’intervento di “coordinamento”, sottolineando i passaggi più significativi del documento, ha fatto anche un esplicito riferimento alla Campagna “Voti a perdere” che vede impegnato il MCE insieme ad altre associazioni.
Tutti gli interventi hanno comunque evidenziato che l’appello al Parlamento è solo l’inizio di un percorso, che prevede altre e specifiche iniziative di interlocuzione politica e parlamentare.
I soggetti che hanno sottoscritto il documento e si apprestano a condividere le ulteriori tappe del percorso concordano sulla necessità di procedere in modo incisivo e attento ai tempi. Infatti, risulta evidente, dall’andamento dei lavori parlamentari in merito al Ddl governativo (attualmente in fase di esame presso la VII Commissione Cultura della Camera) l’intenzione del governo di procedere celermente sull’iter di discussione dello stesso. Una scelta di natura anzitutto politica che, dati i numerosi e rilevanti elementi di criticità del testo normativo, suscita molta preoccupazione e sollecita ad un’opera di vigilanza attiva.

Leggi l’Appello

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