C’è speranza se questo accade a Rho?

A Rho (MI) si sta svolgendo l’Expo 2015, che sembra non perseguire gli intenti della Carta di Milano, con il trionfo di architetture, di pseudo efficienza: file di oltre novanta minuti in stand spettacolari, di autopromozione,  spesso fuori tema, dei paesi partecipanti.
Girando per gli stand, si nota subito che sono stati favoriti governi e multinazionali: in posizione centrale i paesi occidentali più ricchi e i giganti dell’alimentazione, in posizione defilata i paesi delle “zone aride” e la biodiversità; così l’Expo sembra una sorta di Las Vegas, con obiettivo la spettacolarizzazione!

Il Forum Internazionale dei movimenti contadini, l’Expo dei Popoli, si riunisce altrove “…per difendere i principi della sovranità alimentare e della giustizia ambientale, lottare contro la mercificazione del diritto all’alimentazione e affermare… che la piccola agricoltura contadina nutre il mondo, non le multinazionali né l’agro-industria – e per rispondere alla sfida di “Nutrire il Pianeta”, con i principi della Sovranità Alimentare e della Giustizia Ambientale”. Il forum aggiunge il parere dei popoli a quelli di governi e multinazionali e si considera tappa dei movimenti mondiali per importanti occasioni ONU 2015: l’Agenda di Sviluppo e l’Accordo globale contro il Cambiamento Climatico.

In una fiaba il piccolo colibrì “fa la sua parte” per spegnere l’incendio

Dopo due giorni di visita, alla ricerca di esperienze tipo ”colibrì”, nel grigiore colorato dell’Expo con pochi stand interessanti ed in tema (Austria che ricrea completamente un bosco; Germania con interessanti modalità comunicative e di coinvolgimento; Giappone con l’attenta filosofia sull’alimentazione; Inghilterra con le “Api in diretta”; Israele con esperienze di risparmio di acqua, giardini verticali, etc.; Svizzera con le provocazioni sui consumi “egoistici”; Vaticano semplice ed efficace), solo due sembrano le proposte valide dal punto di vista  “pedagogico”, (anche se forse ce ne sono altre): Save the Children e il Vivaio Scuole.

Nello stand di Save the Children il visitatore può identificarsi con un bambino nato e vissuto in situazioni di povertà o emergenza, quali Mozambico, Etiopia, Siria, Liberia, India o Nepal, provandone le quotidiane difficoltà e riuscendo così a comprenderne le condizioni di vita in quei paesi. Poi, con l’aiuto d’installazioni ed esercizi sensoriali e interagenti, il visitatore può provare a cambiarne la vita, “Be the Change”, assumendo una nuova identità e rinascendo in un altro luogo del mondo.
L’esposizione dello stand continua con le emergenze climatiche, sanitarie e i conflitti, coinvolgendo il visitatore negli aspetti della vita in condizioni simili. Nell’Osservatorio, inoltre, si possono apprezzare gli strumenti usati nei vari progetti: una pompa manuale per l’acqua, i pannelli fotovoltaici per produrre energia, ecc… Si visita, infine, l’orto comunitario, per comprendere il ciclo della produzione alimentare. I visitatori dello stand, ragazzi o adulti che siano, non possono restare indifferenti!

Il Vivaio Scuole, nel Padiglione Italia, organizzato con gli Uffici Scolastici regionali e la Direzione Generale degli studenti del MIUR, consente ogni giorno, per tutto il periodo dell’Expo, a quattro scuole (in totale 736) di presentare i propri lavori sui temi dell’Expo Nutrire il Pianeta – Energia per la Vita, valorizzando in tal modo il nostro sistema formativo.


Per Patrizia Galeazzo, coordinatrice del progetto, colpisce soprattutto, oltre a quello dei bambini partecipanti, l’entusiasmo degli insegnanti, che sono riusciti a ben motivare gli studenti, inserendo i temi dell’Expo tra gli argomenti dei diversi percorsi di studio. Inoltre, pone l’accento sull’interdisciplinarietà presente nei lavori, sullo spessore culturale di ogni progetto, anche di quelli più semplici, e sulla maturità, prontezza, intraprendenza dimostrata dagli studenti più grandi, che, opportunamente stimolati, hanno contraddetto gli stereotipi, esprimendo creatività, nuove competenze e capacità.
I multimedia presentati dalle scuole sono frutto di un percorso didattico ideato e realizzato da studenti, coordinato da insegnanti, che sono diventati reali mediatori culturali e motivatori dei giovani, intersecando le diverse discipline con i temi dell’Expo.
In video le considerazioni della coordinatrice.

E allora, nonostante il grigiore colorato, forse c’è speranza… se questo accade a Rho?

Contatto: Lanfranco Genito Bottega della Comunicazione e della Didattica email: bottegacd@libero.it

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