Cancellata la “3 giorni per la scuola” a Città della Scienza

Da tempo esiste un forte scontro tra i responsabili della Fondazione IDIS – Città della Scienza sul che farne di questa appetibile struttura che affaccia sul mare in un’altrettanto appetibile area edificabile; si è giunti ai ferri corti tra anime diverse di dirigenza interna, regione, comune…. E i lavoratori non stanno a guardare.

Da ieri la notizia era nell’aria, poi stamattina un sms non ufficiale che ci avvisava dell’annullamento della manifestazione e qualche ora più tardi il comunicato ufficiale: “Desideriamo informare voi tutti, partecipanti alla manifestazione Smart Education and Technology Days, che purtroppo la stessa non potrà aver luogo a causa delle condizioni di estrema difficoltà che sta attraversando in queste ultime ore la Fondazione Idis – Città della Scienza. Ci scusiamo vivamente con tutti voi per il disagio cui certamente vi stiamo costringendo. Con l’augurio della vostra comprensione vi giungano i nostri ringraziamenti anticipati e le nostre scuse più sentite.”

E così abbiamo perso ancora una volta! Il noi è riferito a chi si interessa di scuola, formazione, cultura, le “cose” di cui si può, e si riesce, a fare a meno. Per questo nel momento in cui i nodi dei fortissimi interessi sull’area di Bagnoli si fanno più vicini al pettine, le fragili costruzioni culturali, come 3 GIORNI PER LA SCUOLA, che dal 2002 costituisce comunque un appuntamento fisso per chi si interessa di Scuola, sono state maciullate, annullate, frantumate, sacrificando una piccola manifestazione che si dice valga circa 400 milioni di euro. In particolare, la convention 2015 ha visto la presenza, nei tre giorni, di oltre 15.000 partecipanti, di cui circa 10.000 docenti provenienti da scuole di ogni ordine e grado in rappresentanza di tutte le regioni italiane, 2.000 studenti di scuole di ogni ordine e grado; oltre 200 espositori e circa 300 relatori tra rappresentanti di enti nazionali e locali, istituzioni, centri di ricerca, università, scuole, associazioni e aziende.

Questi numeri, che sono sempre aumentati in 15 anni, sono forse il reale segnale di che cosa è in gioco in questi giorni; ci riferiamo all’area dell’ex Italsider in cui si trova attualmente localizzato il Science Center e che dovrebbe divenire un attrattivo polo turistico, ove evidentemente una struttura culturale ampia e aperta come la Città della Scienza può dare “fastidio” e va delocalizzata, ma chi ne farà le spese? Probabilmente la cultura e i lavoratori.

La 3 giorni per la scuola è sempre rimasta ancorata ad una concezione di scuola in cui la Didattica (con la d maiuscola) è importante ancora quasi quanto le attrezzature tecnologiche, a differenza di altre iniziative, sparse sul territorio nazionale, ove la qualità viene sacrificata agli interessi di un neoliberismo sempre più imperante.

Quali i danni? Per i giovani la perdita della possibilità di nuovi incontri e scambi di esperienze, di una socializzazione culturale che da un po’ era un vanto per la Città di Napoli e per una regione spesso nell’occhio del ciclone; per gli insegnanti la rinuncia a momenti di dibattito stimolanti e problematici che li aiuterebbero a svolgere meglio il proprio lavoro; questo è stato anche il motivo per il quale la Bottega della Comunicazione e della Didattica dal 2003 ad oggi e da qualche anno il MCE sono stati presenti con stand ed eventi.

Con la chiusura dei cancelli di stamattina, il ciclone è tornato! Non si vogliono, naturalmente, colpevolizzare i lavoratori già senza stipendio da oltre 4 mesi e che qualche anno fa con la scusa dell’incendio (4 marzo 2013, per la verità un po’ strano con un unico colpevole in attesa di appello) sono stati oltre 12 mesi senza stipendio.

Cosa succederà adesso? Non si sa. Come potremo riguadagnare il terreno perduto? A noi componenti di un’associazione democratica non resta che continuare il nostro cammino di insegnanti, vigili, cooperativi, democratici, cercando di coinvolgere sempre più i nostri colleghi sul nostro terreno.

Lanfranco Genito (bottegacd@libero.it)

 

L'immagine di copertina è di Antonio Buonocore.
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