Campagna “Voti a perdere”: duemila sottoscrizioni

Da quando è stata lanciata a gennaio 2015 la campagna ha raccolto circa 2000 firme. I firmatari sono di diversa provenienza: insegnanti di tutti gli ordini scolari, compresa la secondaria di II grado e l’università, dirigenti scolastici, genitori, impiegati della pubblica amministrazione, pensionati ex insegnanti, ricercatori, educatori, rappresentanti di associazioni… tutti coloro che si sono ritrovati per diverse ragioni a dover fare i conti con questo sistema di valutazione degli allievi e ne hanno compreso la dannosità.
La raccolta non è ancora conclusa, proseguirà fino a quando verrà assunta da parte del versante politico, cioè da parlamentari che condividano tema ed obiettivi e siano davvero disponibili a farsene carico e a prendere le necessarie iniziative istituzionali.

Richiamiamo brevemente quanto scritto nel documento sulla campagna allegato:

“..I docenti si muovono in contesti molto sfavorevoli, sia dal punto di vista dei vincoli che possiedono, sia dal punto di vista delle indicazioni presenti nelle leggi, come nel caso della Legge sulla Valutazione, in forte contraddizione con finalità e obiettivi della pedagogia delle Indicazioni Nazionali per il curricolo. La valutazione sommativa è in evidente contrasto con le Indicazioni nazionali che fanno riferimento esplicitamente a una valutazione formativa.
Tempi ristretti, rapidità delle forme di compilazione, mal si conciliano con un’idea di individualizzazione degli apprendimenti, di rispetto dei diversi stili e ritmi di apprendimento, di comunità docente riflessiva, di motivazione intrinseca.”

Ma perché questa campagna? Quale scuola ha in mente il MCE? Da dove esce fuori il “fuoco pedagogico” che ci muove?

Riportiamo qui alcuni passi significativi dell’articolo di G. Cavinato pubblicato il 14 marzo “Mal di scuola…quando non c’è cooperazione” che ben descrive la nostra idea di scuola.

“Sogniamo una scuola della RICERCA, della NARRAZIONE, della DISCUSSIONE, dell’AVVENTURA.
Una scuola che affronti l’imprevisto e non si trinceri nella routine della lezione e della ripetitività.
Una scuola così considera gli alunni, qualunque sia la loro età, soggetti ISTITUENTI e non ISTITUITI.
Una scuola dell’AUTOGESTIONE di tempi, spazi, ritmi, progetti. L’autonomia senza autentica autogestione è puramente tecnica e amministrativa.
…..
E’ una scuola in cui si costruiscono gli apprendimenti attraverso la negoziazione dei significati, la multi modalità degli insegnamenti, il dialogo pedagogico per il riconoscimento e la valorizzazione degli stili di apprendimento personali e delle strategie di elaborazione, che solo nel gruppo trovano la loro valorizzazione e possibilità di espressione.
……
Ma una scuola così ha bisogno di un’IDEA DI SCUOLA inclusiva, aperta al sociale, laica, liberatrice di creatività, purtroppo assente dai pensieri dei nostri riformatori. Ha bisogno di una pedagogia della lentezza, di tempi di ascolto, di sospensione del giudizio, di osservazione partecipante,  di un sano impianto artigianale e laboratoriale. Ha bisogno di riconoscimento sociale della sua funzione.”

Quest’idea di scuola mal si concilia con l’uso dei voti e quindi motiva di per sé questa campagna, al di là del momento contingente che stiamo vivendo.

Petizione    per firmare clicca qui

Chi ha sottoscritto dice ….

Il MCE ha stilato una lettera per le scuole che dovrebbe servire per stimolare la riflessione su questi temi e invitare tutti a firmare la petizione.

Lettera per le scuole    clicca qui

Documento sulla campagna

Vi invitiamo a leggere anche gli altri articoli presenti sul sito relativi all’argomento in particolare quello di Cinzia Mion sulla valutazione formativa.

 

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2 Responses

  1. 3 Marzo 2016

    […] che illustra nell’articolo  di Francesca Picci  “Nessuno mi può giudicare” simile alla Campagna “Voti a perdere” del MCE ed aderisce al Tour Pedagogico Politico del […]

  2. 7 Giugno 2016

    […] di ritenersi non responsabili rispetto agli esiti dell’apprendimento. Il MCE ha lanciato la campagna “Voti a perdere” a cui hanno aderito molte associazioni chiedendo alle istituzioni scolastiche, al Miur, al […]

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