Buona scuola, giornate di ascolto e posizione MCE

Quando, durante la scorsa estate, il governo ha annunciato che la scuola è il cuore di un paese, ed ha poi annunciato l’intenzione di procedere a un riassetto complessivo del sistema di istruzione, molte voci di apprezzamento e sollievo hanno dichiarato che finalmente la scuola pubblica tornava ad essere un tema all’attenzione dell’opinione pubblica.
A settembre, quando è stato pubblicato il lungo documento ‘La buona scuola’, pur esprimendo dubbi circa l’efficacia e la criticità di alcune delle misure contenute nel testo, è stata unanime la condivisione della necessità di un dibattito che coinvolgesse l’intero paese.
Il MCE ha scelto di essere presente nel dibattito con proprie proposte:

Il governo nel frattempo ha lanciato la consultazione on line ‘rivolta all’intero paese’ che ha sollevato molte perplessità, obiezioni, critiche. La segreteria nazionale ha ritenuto di invitare i propri iscritti a partecipare alla consultazione, pur nelle condizioni poste dalla stessa (domande preconfezionate, domande a risposta chiusa, scarso spazio per le obiezioni e le proposte. O si condivideva o non si condivideva).
La nostra azione è consistita quindi:

  • nel compilare il questionario on line segnalandone limiti e carenze
  • nel mantenere stretti contatti con le altre associazioni, tutte analogamente preoccupate per i risvolti autoritari e gerarchici contenuti nel testo ‘Buona scuola’
  • nell’aderire con convinzione al disegno di legge di iniziativa popolare, fermo in Parlamento da dieci anni, alla cui elaborazione a suo tempo diversi di noi avevano contribuito, ora rilanciato grazie alla sua riproposizione da parte di un gruppo di parlamentari e sostenuto dai neo costituiti ‘Comitati per la LIP’, partecipando a iniziative e dibattiti organizzati dai comitati in diverse realtà territoriali (cfr. intervento ‘Mal di scuola’), formulando proposte per il suo aggiornamento all’attuale realtà della scuola (a suo tempo non era ancora intervenuto il disastro Gelmini-Tremonti-Brunetta a sconvolgere le istituzioni scolastiche; la legge andava quindi aggiornata e riscritta, e su questa esigenza di attualizzazione i Comitati hanno indetto una consultazione e momenti di confronto pubblico)
  • nel partecipare alle ‘giornate di ascolto del mondo della scuola’ organizzate dal PD a Roma, vere e proprie maratone in cui si susseguivano interventi di tre minuti ciascuno con affermazioni sensate e condivisibili alternate ad altre di stampo manageriale, neoliberista o semplicemente entusiaste della ‘buona scuola’. A tali eventi hanno partecipato il segretario nazionale e Simonetta Fasoli con documenti MCE su ‘Formazione e collegialità’ e su ’Autonomia e reti territoriali’. Per il governo ‘ascoltavano’ la sen. Puglisi e il sottosegretario Faraone. Non ci è sembrato un grande ascolto, la situazione di ristrettezza temporale, affollamento di proposte, assenza di tempi di rielaborazione e sintesi che sarebbero stati necessari rendevano scarsamente proficue (fatti salvi interventi sensati ma assai poco ascoltati) le due giornate. Un’ulteriore giornata a dicembre vedeva l’articolazione dei lavori in tavoli tematici (una ‘Leopolda pedagogica’) che hanno evidenziato le molte carenze e ambiguità del disegno di riforma (l’assenza della scuola dell’infanzia, di un percorso organico di revisione dei cicli, di un percorso di diritto allo studio e di contrasto della dispersione scolastica…). Al termine della giornata Renzi ha indicato il mese di gennaio come un periodo di consultazione di ‘mille esperti del mondo della scuola’: tradottosi poi a febbraio in una kermesse-passerella-vetrina di ‘buone pratiche’ senza possibilità di interlocuzione. A tutte queste giornate abbiamo comunque partecipato con la convinzione che fosse un servizio utile alla scuola e al paese essere vigili, presenti, critici, e restituire alle nostre associazioni il senso di tale partecipazione (cfr. sito e newsletter).
  • siamo anche stati invitati e presenti, laddove le nostre forze lo hanno consentito, alle convocazioni degli Uffici scolastici regionali (Piemonte, Veneto,…) per rappresentare i pareri delle associazioni sul testo del governo e, successivamente, sul rapporto di autovalutazione, così come siamo stati presenti alle convocazioni sullo stato di applicazione delle Indicazioni nazionali. Nel Veneto e in Piemonte con il forum delle associazioni regionali abbiamo organizzato giornate di studio, analisi, dibattito.
  • con un nostro documento (poi non assunto dagli organizzatori) abbiamo partecipato alla giornata sull’edilizia scolastica del PD a Rivoli ad ottobre.
  • con le associazioni professionali e l’ASAL (associazione scuole autonome del Lazio) abbiamo organizzato a Roma il 5 novembre la giornata ‘Insieme per la scuola’ a cui è intervenuto per rispondere alle domande il dr. Chiappetta per il Miur.
  • abbiamo partecipato alla giornata per il decennale INVALSI a dicembre apprezzando la nuova direzione assunta con la presidenza Ajello e la vicepresidenza Mazzoli tesa a stimolare il mondo della scuola all’autoriflessione e al miglioramento per il successo scolastico di tutti/e, ma evidenziando il disagio nella scuola e i limiti dei test e proponendo una valutazione longitudinale lungo una serie di annualità agli stessi gruppi classe con una campionatura rappresentativa di situazioni territoriali diverse

Ad ogni incontro abbiamo ribadito, con interventi e documenti scritti, le seguenti preoccupazioni:

  • alla riforma manca un tessuto pedagogico, un progetto di scuola
  • una riforma non può che partire dal ripristino delle condizioni preesistenti, teams docenti, tempo pieno con organico pieno, compresenze, tempo prolungato, orari adeguati delle discipline nella scuola secondaria, e la conseguente frammentarietà degli interventi, necessità di nuovi ordinamenti
  • risorse adeguate per strumenti, materiali, laboratori (non solo telematici), biblioteche
  • scuola come laboratorio sociale di democrazia e partecipazione; didattica cooperativa, collegialità docente
  • valutazione formativa
  • concordiamo con l’assunzione di docenti e l’organico funzionale ma non con il suo impiego per le supplenze, l’assunzione di nuovi docenti per concorso e la formazione obbligatoria, la valutazione del lavoro del personale della scuola sugli aspetti del lavoro ordinario quotidiano d’aula e di funzionalità dei servizi scolastici prima e al di là di prestazioni ‘straordinarie’, in quanto riteniamo che siano centrali il rapporto personale (un ‘dialogo pedagogico’ con gli alunni) e la comunicazione didattica ed educativa condivise prima di ogni riconoscimento di meriti personali ed ‘eccellenze’.
  • misure di contrasto al disagio e alla dispersione

Riteniamo che lo spazio per gli aspetti contrattuali, l’organizzazione del lavoro, gli orari siano materia sindacale e su cui in ogni caso molte associazioni di docenti e genitori si sono espresse e le cui posizioni condividiamo (la gerarchizzazione, la premialità, i voucher, le sponsorizzazioni, il percorso scuola lavoro,…) ma riteniamo di offrire un miglior contributo intervenendo sulla difesa dei soggetti, sul successo formativo, sul contrasto alla didattica trasmissiva, su una buona qualità delle relazioni educative e dell’intervento didattico: insomma sulle nostre specificità associative, che sono prettamente cooperative e socio-costruttive.
Nello specifico della cura e attenzione ai soggetti, anche a seguito dell’elaborazione preziosa della Ridef 2014, abbiamo sostenuto che una revisione degli organi collegiali, che includa le consulte studentesche, non può ignorare la realtà dei consigli dei ragazzi e delle molte forme di partecipazione dei bambini e delle bambine cittadini: quindi l’inserimento nei regolamenti scolastici della Convenzione dei diritti e della legge italiana di ratifica della stessa. Scuola e territorio devono incontrarsi anche su questo aspetto di costruzione di senso di responsabilità e di etica pubblica e di progetto di vita in un contesto di sostenibilità.

– Nella convinzione che non ci possa essere innovazione senza ricerca condotta dai soggetti nei loro contesti, abbiamo attivato una ricerca azione sulla valutazione formativa e una giornata di studio ‘Competenti si diventa!’ in collaborazione con LPS-UNIROMA 3 concertata con il prof. Bruno Losito che ha coinvolto classi di Roma, Genova, Venezia. I materiali sul sito offrono uno spaccato di come possa realizzarsi una valutazione intersoggettiva, formativa, di valorizzazione dei soggetti. Contestualmente, anche alla luce delle linee guida sulla certificazione delle competenze e delle Indicazioni nazionali, abbiamo ritenuto di lanciare la campagna ‘Voti a perdere’ raccogliendo adesioni (vedi petizione da firmare), perché riscontriamo quotidianamente gli effetti indotti dalla valutazione numerica introdotta con il decreto del 2009 inducendo a una didattica breve, a continue verifiche che insistono sugli aspetti maggiormente meccanici e mnemonici: certo non solo per effetto dei voti, ma anche. Ricerca e campagna verranno rilanciate a settembre. Sulla campagna abbiamo ottenuto l’adesione di tredici associazioni di insegnanti educatori, genitori, sindacati, che si sono riconosciute nel documento interassociativo elaborato a seguito dell’incontro a Roma di febbraio, collocato nei rispettivi siti. La campagna è stata pubblicizzata anche attraverso la giornata di studio di marzo. E’ stata predisposta una lettera alle scuole con consigli ai collegi per una delimitazione dell’uso continuato dei voti nell’arco dell’anno e abbiamo partecipato a dibattiti  sul tema della valutazione in diverse città.
Occorre altresì contrastare gli effetti distorcenti la relazione educativa e la valutazione formativa indotti da una dematerializzazione governata dai dirigenti scolastici e amministrativi che richiedono un uso puntuale, meccanico dei registri e delle pagelle in formato elettronico, sottraendo spazi e tempi alla concertazione e allo scambio fra docenti.

– Abbiamo organizzato, attraverso una rete di collaborazioni e contatti (Gruppo nazionale nidi infanzia, politiche educative dei comuni di Roma, Reggio Emilia, Venezia, Scandicci, Zeroseiup, Reggio Children, Coordinamento politiche per l’infanzia presso il MIUR) un seminario sul Percorso ‘zerosei’ che superi la logica della separazione dei nidi e delle scuole dell’infanzia e dei ‘servizi a domanda individuale’ e istituisca una rete di contesti educativi di qualità e pubblici in continuità prevedendo un’adeguata formazione universitaria per educatori e insegnanti. Oltre 200 partecipanti, molti rimasti in lista d‘attesa per un secondo seminario ad ottobre. Abbiamo partecipato ad un incontro a Bologna organizzato dal gruppo nazionale nidi infanzia sul sistema integrato e il ruolo di enti locali e stato ribadendo la nostra opzione per il sistema pubblico.

– Ed arriviamo alla presentazione del disegno di legge contenente un quantitativo eccessivo di deleghe, un mantenimento della situazione attuale delle condizioni operative e indicazioni ai dirigenti scolastici con il conferimento di poteri e l’accentuazione della funzione di pubblici funzionari a scapito di quella ‘leadership per l’apprendimento’ indispensabile per il buon governo della scuola e la tutela dei diritti. Per tutte le motivazioni suddette abbiamo aderito con convinzione alla giornata di sciopero del 5 maggio, che ha aperto una fase nuova, convincendo il governo ad aprire una nuova fase di ‘ascolto’ e rinegoziazione. Abbiamo sostenuto lo sciopero con un volantino trasmesso agli associati e a tutte le associazioni e organizzazioni con cui abbiamo collaborato con grande senso di impegno e responsabilità verso il paese. Eravamo convinti che il disegno di legge non sarebbe stato ritirato nonostante le dichiarazioni di buona volontà del governo a modificarlo (ben poche in realtà sono state le modifiche significative: il ritiro del 5 per mille e un parziale riequilibrio del rapporto fra dirigenti scolastici e organi collegiali in particolare, ma che comunque lasciano ampio spazio a finanziamenti alle scuole paritarie e al potere di indirizzo e scelta del dirigente)
– Siamo stati presenti come Mce alle audizioni alla commissione cultura e istruzione prima della Camera e poi del Senato (Cavinato, Tomassetti, Fasoli) producendo documenti di analisi del disegno di legge e proposte di revisione dello stesso (12 marzo, 9 maggio). Abbiamo parallelamente partecipato (con Cavinato, Conte, Fasoli) ad un percorso di elaborazione, proposta e interlocuzione promosso da 32 soggetti, tra associazioni, rappresentanze studentesche e organizzazioni sindacali (firmatari dell’Appello ‘La scuola cambia il paese’) di cui riferisce Simonetta Fasoli nel suo contributo di riflessione sull’esperienza, pubblicato sul sito.

Ci sembra che il compito della nostra associazione, il mandato dell’assemblea 2014, siano stati in questo modo sostanzialmente assolti. Non sarà un parere condiviso unanimemente: ci verrà rimproverato di non aver sostenuto il ritiro ‘senza se e senza ma’; di aver voluto dialogare; e, all’opposto, di essere d’accordo con chi si oppone pregiudizialmente a qualsiasi tentativo di riforma. Il dibattito è aperto ai nostri iscritti e al mondo della scuola.

Giugno 2015

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