Quale futuro dell’istituzione scolastica, con quali insegnanti?

Nelle Indicazioni nazionali leggiamo: ‘Il sistema educativo deve formare cittadini in grado di partecipare alla costruzione di comunità più ampie (nazionale, europea, mondiale)’.
Curricolo svedese: ‘la democrazia costituisce le fondamenta della scuola… Per questo tutte le attività devono essere effettuate secondo i valori democratici fondamentali’.

La democrazia è un modo di vita e una creazione continua di relazioni, non una materia: ‘modo di vita controllato da una fede di lavoro nelle possibilità della natura umana….fede nella capacità degli esseri umani di un giudizio intelligente e di un’azione adeguata se vengono fornite le condizioni appropriate’ (J. Dewey, ‘Democrazia creativa’)

Esempi ‘nobili’:
-Freinet, la corrispondenza e gli scambi interscolastici
-Bruno Ciari, tecniche e valori democratici per uno sviluppo complessivo della personalità, non settoriale
-Don Milani, la scrittura collettiva
-Mario Lodi, la Costituzione riscritta per e con i bambini.
La scuola è luogo di elaborazione del presente, della memoria, del futuro, condizioni per una nuova cittadinanza.
Luogo in cui la ‘nuova cittadinanza’ trova attuazione sia a livello pratico che di riflessione teorica (in cui ci si interroga su cosa significa cittadinanza oggi: è uno status? un processo? chi è il cittadino? (della città, dell’Europa, del mondo)
La scuola è luogo culturale di costruzione del cittadino/a secondo il dettato costituzionale: è compito e responsabilità degli educatori/trici, ben più complesso che insegnare le discipline.
Nell’adempimento di questo compito ricerca alleanze (famiglie, comunità, istituzioni,…)
Da un documento di Giancarlo Cavinato (Movimento di Cooperazione Educativa Gruppo territoriale di Venezia-Mestre)
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