Author: Anna D'Auria

Poche classi ma buone. Dove va la scuola pubblica?

È di questi giorni la notizia che il Consiglio di istituto del Liceo Ginnasio Statale Alessandro Manzoni di Milano ha deliberato come requisito per l’iscrizione in prima l’anno prossimo l’aver ottenuto il voto 9 in italiano, matematica, inglese nella classe seconda della scuola media. A quale cultura e a quale senso critico l’istituto in questione intende formare le ragazze e i ragazzi per metterli in grado di affrontare le sfide della vita sociale? A quale vita sociale si pensa? Cosa impara una ragazza e un ragazzo di 13 anni da questa scelta della scuola?

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Quale riapertura della scuola?

Il Ministero dell’Istruzione ha emanato due documenti fondamentali e attesissimi per la riapertura della scuola a settembre: il protocollo sicurezza e le linee guida per la didattica digitale integrata. Un po’ di chiarezza su quello che ci dovremo aspettare quando finalmente riaprirà il portone della scuola. Luci e ombre nelle considerazione del MCE sui due documenti.

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Abolizione dei voti nella scuola primaria Finalmente ma insufficiente!

Abolizione del voto numerico nella primaria ma solo dal prossimo anno scolastico e solo per questo ordine scolare. Nessun entusiasmo, dunque! Siamo partiti dalla profonda consapevolezza pedagogica e politica che la scelta dei mezzi attraverso i quali si valuta non è indifferente/neutra rispetto al raggiungimento dei fini che la stessa valutazione si pone. Torniamo quindi agli elementi centrali della Pedagogia Popolare che è essenzialmente una Pedagogia dell’emancipazione: progettazione, valutazione, ri-progettazione, preparazione e pluralità dei materiali, strumenti di comunicazione, ricerca,  approccio cooperativo.

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Lettera alla Ministra Azzolina

Ultima versione della Lettera alla Ministra Azzolina con adesione di moltissime associazioni per chiedere di sostituire i voti numerici con una breve descrizione delle attività svolte e delle competenze acquisite per ciascuna area disciplinare o gruppi di discipline.

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