A Mario

Sono trascorsi sei anni da quando ti abbiamo accompagnato per l’ultimo viaggio, caro Mario, amico e compagno di tante battaglie, ricerche, di interminabili riunioni nei molti luoghi dei nostri incontri. 

Sei anni in cui i valori, le scelte, tutto quello in cui hai creduto e ti sei impegnato lungo la tua vita sembrano non avere più cittadinanza. In cui sembra che la nostra società abbia rimosso le conquiste civili e sociali che anche tu hai contribuito a realizzare. La reazione alla selezione, alle discriminazioni, per la dignità di ciascuno e  la difesa dei diritti e della cultura dei bambini e delle bambine, la valorizzazione della storia personale, della libera espressione, dell’interezza dei soggetti, la difesa dai condizionamenti. La mente critica, aperta, in ricerca. La fiducia in se stessi e negli altri. I valori costituzionali. 

Per questo ti ricordiamo e continuiamo a sostenere i principi che ci hai consegnato. 

 ‘I principi su cui ho fondato le attività delle mie scolaresche in tutti questi anni tendono a realizzare una comunità in cui i bambini si sentano uguali, compagni, fratelli; essi non avvertono e non hanno al di sopra uno che li comanda e li umilia, ma un maestro che li guida all’esplorazione della vita. In questo tipo di comunità ovviamente non c’è il voto e nessun altro timore. C’è invece la motivazione a tutto ciò che si fa. E tra i fini dell’attività c’è quello della felicità’ 

‘Tanto nella società come nella scuola (che è una piccola società di scolari, obbligati a vivere insieme per diversi anni) credo che non ci possano essere che due modi di vivere: o la sottomissione a un capo non eletto, oppure un sistema in cui la libertà di ognuno sia rispettata, condizionata solo dalle necessità di tutti.’

(da “C’è speranza se questo accade al Vho”)

I compagni e le compagne MCE

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